Sotto un pavimento c’è sempre un altro pavimento. L’opera di Cristina Treppo.

L’artista è creativo per definizione, è colui che ci mostra qualcosa che non avevamo mai visto, colui che porta alla nostra attenzione qualcosa di cui non c’eravamo mai accorti, che nessuno aveva mai pensato potesse essere così come lui l’ha creata. Un’immagine, una forma, un’idea, un pensiero diverso. L’artista dà nuovi significati alle cose, non si può dire che crei dal nulla perché anche nell’arte la legge della fisica di Lavoiser vale: ‘niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma’.

Cristina Treppo pavimento (disegno 1)

Cristina Treppo, Pavimento verticale

Su questo piano lavora Cristina Treppo, artista nata a Udine. Da sempre interessata a progetti site- specific, l’artista rilegge gli spazi espositivi con uno sguardo preciso, acuto e sottile, cogliendone l’atmosfera ad ampio respiro fino a percepirne i particolari più discreti e infinitamente più belli. Su di essi quindi interviene con nuovi oggetti dai materiali grezzi, spesso riciclati, dai colori neutri, dalle forme semplici. Oggetti apparentemente modesti ma così completi e perfetti nel loro equilibrio da amplificare la nostra percezione dello spazio che li circonda. Il risultato dell’opera di Cristina Treppo è sempre fine, elegantemente sottile ma di una grandissima potenza estetica.

Anche in occasione di Flow. Arte contemporanea Italiana e Cinese in dialogo, l’artista espone nel salone della Basilica Palladiana di Vicenza un’installazione site-specific. Questa volta non si tratta di un Pavimento verticale, come per la prima edizione di Flow avvenuta nel 2015, ma di un  Pavimento/Sgabello. Cosa c’è di più comune e semplice di un pavimento? L’artista lo studia come elemento architettonico che sostiene, come idea modulabile, ripetibile, come simbolo del tempo e della stratificazione della storia, in quanto ‘sotto a un pavimento c’è sempre un altro pavimento’. E questo è vero anche per la nostra Basilica, dove sopra al pavimento originale è stato posato quello attuale. Ad essi si aggiunge quello sconnesso creato da Cristina Treppo, formato da un insieme di 30 sgabelli di ferro, legno, carta e vernice, tutti apparentemente uguali. Uno accanto all’altro si compongono in un pavimento e uno distante dall’altro diventano sedute a disposizione dei visitatori della mostra.

Una lettura diversa, tra tante di quelle possibili, un uso rinnovato di ciò che tutti i giorni ci limitiamo a calpestare. La capacità di approfondire lo sguardo sulle cose e di reinventarle, la discrezione e la completezza di un intervento che non invade lo spazio ma si mette al servizio di chi lo abita.

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Cristina Treppo Pavimento/Sgabello, esposto presso la Basilica Palladiana di Vicenza in occasione di Flow.

Cenni Biografici

L’artista vince il Premio Internazionale Arte Laguna nel 2008 sezione

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Cristina Treppo The Question Of The Distance_installation detail. Esposto alla Biennale dello Xinjiang nel 2014.

scultura, nel 2006 il Premio Fondazione Arnaldo Pomodoro e nel 2004 il Premio Arte Cairo Communication sezione fotografia. Espone al Centro Pecci di Prato, al MArt di Rovereto, alla Fondazione Bevilacqua la Masa e viene chiamata ad esporre ad Open 10. Esposizione Internazionale di Sculture e Installazioni al Lido di Venezia da Achille Bonito Oliva, Paolo De Grandis Alanna Heiss, Chang Tsong- Zung, Gloria Vallese. Per la biografia completa visita la pagina di Cristina Treppo>>>

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