Tamara Repetto, O – O

Ogni vera opera d’arte apre ad un’eccedenza che va oltre l’oggetto in sé, ma parte da esso e dal suo collocarsi nello spazio, difronte a noi.

Tamara Repetto ha realizzato O-O nel 2019 dopo altri lavori olfattivi importanti come  Anosmia, Castanea, Oniria, Arboris e Tableaux parfumée.

O-O misura cm 102 x 79 e ha una profondità di cm 2. La struttura è formata da materiali prodotti industrialmente: plexiglas e alluminio. Tamara ha progettato le misure e gli incastri con precisione per ottenere una forma che potesse ospitare i componenti sensibili che lei stessa ha inserito: 660 cialde olfattive quadrate e fili di seta.

Le parti sensoriali che ha assemblato sono estremamente delicate e necessitavano proprio di questo lavoro preliminare di grandissima importanza. Plexiglas e alluminio sono materiali contemporanei che trasmettono con una certa forza i segni di un’epoca, ma Tamara li usa in modo discreto lasciando affiorare gli elementi poetici che investono direttamente la nostra rete sensoriale. Le cialde bianche attivano il senso dell’olfatto e i fili di seta colorati restituiscono una silenziosa sonorità, un ritmo delicato.

L’opera è stata creata per la mostra “The silk road. Contemporary art and artists from Italy” organizzata dall’IGAV (Istituto Garuzzo Arti Visive) e, con il pensiero al dialogo tra le culture Orientali e Occidentali (da cui il nome dell’opera O-O) Tamara Repetto ha utilizzato una profumazione per le cialde che unisce mandarino cinese e arancio siciliano con cannella e chiodi di garofano.

I fili di seta sono tesi da piombini visibili sul retro dell’opera e corrono in verticale creando uno spazio ulteriore difronte alle tessere bianche delle cialde. 

I nostri sensi fondono i colori dei fili e i profumi. Questa fusione avviene in modo naturale senza bisogno di un pensiero ordinatore, lontano da segni referenziali.

Tamara Repetto vive e lavora il più possibile a contatto della natura, in modo particolare nei boschi ed è da qui che nasce la sua profonda sensibilità. Come il fiore è un elemento unico di colori e profumo così la sua opera  lontanissima da ogni qualsivoglia mimesis con la natura, trattiene quel tutto tondo sensoriale tra colori e profumo.

L’opera è attualmente in viaggio. E’ stata esposta a Kiev e ad Ankara e toccherà ancora nuove città in Georgia, Uzbekistan e Cina, per far ritorno in Italia nel 2022.

Apprezzo in Tamara Repetto la capacità di toccare sensibilità umane profonde senza cadere mai nel sentimentale, ma elevando i nostri sensi all’ascolto più nobile di noi stessi e del mondo in cui siamo calati. Il senso dell’olfatto è forse rimasto quello più legato all’animalesco. Era un senso importantissimo nell’uomo primitivo, ma è andato perdendo di centralità con il tempo fino ad arrivare all’oggi dove siamo prioritariamente legati al senso della vista. Riportare in primo piano l’olfatto vuol dire ricordare all’uomo che è parte della natura.

I profumi della natura sintetizzati nell’opera non corrispondono a ciò che vediamo, sentiamo il profumo di agrumi, ma non vediamo i frutti. L’educazione all’ascolto del nostro naso senza l’aiuto della vista amplifica la sensazione e l’immersione.

Chissà, forse anche la nostalgia e il desiderio di recuperare contatti con la natura sporadici o forse perduti. Tema centrale quello del rapporto dell’uomo con il mondo naturale di cui ha parlato con urgenza proprio in questi giorni il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres.

1 ottobre 2021
Yvonne_

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